Non smetterò mai di affermare che il vetro cellulare è un materiale versatile, con cui si possono risolvere molti problemi, con un solo prodotto che, di fatto, si sostituisce ad altre applicazioni complesse, evitando l’impiego di altri materiali insieme, allungando i tempi di manutenzione o annullandoli del tutto.
In teoria questo materiale si potrebbe adottare per rivestire completamente un edificio, dalla fondazione al tetto, realizzando un cappotto termico totale, con particolari accortezze esecutive, perfettamente stagno al passaggio dell’acqua piovana e, al contempo, anche al vapore acqueo e al gas Radon proveniente dal terreno. È raro però trovare un edificio isolato dall’esterno di vetro cellulare, realizzato con il sistema del cappotto termico, almeno qui in Italia, per una questione di costi e di convenienza, stante il vasto panorama di prodotti termici alternativi ed economici commercializzati in edilizia, anche se non mancano alcuni esempi realizzati.
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Indice
Suggeriamo:
Progettare e costruire case green
Questo testo tecnico, aggiornato alla recente Direttiva EPBD (c.d. Case Green), fornisce informazioni su come si progetta e si costruisce una casa green, dalle fondazioni al tetto. L’opera è strutturata in capitoli, che fanno riferimento alle singole parti componenti costruttive dell’edificio, come le fondazioni, le pareti, il tetto, i solai, ecc.Gli elementi costruttivi e i materiali sono analizzati distinguendo le loro componenti bioedii e sostenibili, considerando che i due termini non sono sinonimi dello stesso concetto. Rappresenta il più recente e completo tentativo di sistematizzazione delle conoscenze, delle tecniche e dei materiali rappresentativi di un approccio “green” all’edilizia.Ma la bioedilizia non è semplicemente “l’arte del costruire secondo natura”. Come evidenzia l’Autore: La casa green, come ogni altra forma costruttiva, è basata su mediazioni, ovvero sull’accettazione anche di quei materiali e quelle tecnologie non propriamente derivati dalla natura, ma che costituiscono una conditio sine qua non, perché non hanno una valida alternativa “naturale” e quindi sono indispensabili al raggiungimento di uno scopo preciso.Operare green o in bioedilizia non vuol dire quindi rifiutare ed escludere a priori i materiali di sintesi, ad esempio, ma, al contrario, ottimizzarne l’uso.L’opera, quindi, per la sua completezza, il rigore scientifico e la trattazione mai astratta, guida il lettore in un appassionante percorso tecnico ed etico per imparare a progettare e costruire case sostenibili, green ed ecologiche.Roberto Sacchiarchitetto libero professionista, titolare dello studio Cultura&Ambiente, consulente CasaClima ed esperto in ecologia dell’architettura, con esperienza ultratrentennale nello studio dei materiali e degli isolanti in edilizia. Co-fondatore dell’INDEP (Istituto Nazionale di Diagnostica e Patologia Edilizia), dal 2005 svolge attività di docenza al Master Polis Maker del Politecnico di Milano.
Roberto Sacchi | Maggioli Editore 2024
Quando il vetro cellulare fa la differenza
In condizioni normali è infatti più facile trovare isolamenti termici realizzati col sistema a cappotto che impiegano materiali naturali, derivati dal mondo vegetale o minerale, piuttosto che sintetici.
Un cappotto termico esterno realizzato di lastre di vetro cellulare credo possa avere più senso in presenza di particolari condizioni, in cui si possano ampiamente sfruttare le sue caratteristiche tecniche uniche: quando, ad esempio, sia necessario isolare un involucro in presenza di costante o frequente dilavamento superficiale di acqua, anche meteorica, oppure dove la consistenza impermeabile di questo materiale costituisce l’unica ancora di salvezza per garantire prestazioni tecniche in condizioni estreme, come nel caso di facciate ventilate, con rivestimenti a fughe aperte o di fronti esterni che devono essere rivestiti direttamente con lastre di lapideo o di pannelli di gres. Per questa applicazione in particolare, una piastrella di materiale ceramico o lapideo incollata direttamente sul vetro cellulare ha la certezza di una totale stabilità dimensionale, con la garanzia di una forte coesione nel tempo.
Diversamente, nel caso ad esempio di una ristrutturazione edilizia, capita sovente di assistere ad un suo impiego soprattutto nella risoluzione di problemi difficili, come l’isolamento interno dei locali abitati o da rendere abitabili, anche in condizioni di forte umidità, oppure quando occorra isolare in presenza di carichi elevati, anche dinamici. Esistono infatti casi “capestro” dove la schiuma di vetro costituisce l’unica possibilità per rendere abitabile un alloggio o un edificio con forti patologie edilizie, soprattutto a causa di una incontrollata presenza di acqua.
Sul vetro cellulare si tramanda un detto all’uopo, che cita che “dove altri materiali falliscono, il vetro cellulare risolve”; non si tratta di una frase composta per vendere, ma di un detto realistico basato sulle esperienze di molti casi risolti dall’applicazione del vetro cellulare.
Isolare e rivestire pareti e pavimenti: le soluzioni di posa
È il caso, ad esempio, dell’isolamento dei locali seminterrati o interrati, dove, a causa di infiltrazioni esterne di acqua, è interdetta l’abitabilità dei vani d’abitazione. In quelle condizioni, rivestendo pareti, pavimento e magari anche i soffitti di questo materiale, si crea un volume completamente isolato, con una temperatura stabile, che non risente delle fluttuazioni termo-igrometriche esterne, se non quelle indotte dalla presenza umana.
Isolare un locale interno esistente con questo materiale è molto semplice, basta avere superfici piane, complanari, fatte di materiali che non sfarinano, per avere un supporto di base stabile ed efficace che possa accogliere le lastre con il loro apposito collante. Le lastre incollate alle pareti vengono quindi ancorate con apposite staffe di acciaio inox che si celano dentro lo spessore dell’isolante e debitamente fissate alla parete con appositi tasselli.
La superficie a vista, poi, può essere sia intonacata, adottando una rasatura di calce idraulica direttamente in aderenza, la stessa che si usa per un normale cappotto termico, oppure rivestita con lastre di cartongesso, di gessofibra o di simili materiali, incollati sul vetro cellulare e ancorati al muro da apposite viti.
Per isolare i pavimenti, una volta incollate le lastre al supporto di base (solaio o pavimento esistente) e opportunamente sigillati i bordi, il sistema di completamento offre tre possibili varianti: realizzare un pavimento incollato, o un pavimento flottante oppure un altro sopraelevato.
Per pavimentare con l’incollaggio occorre preparare la superficie delle lastre nude con una rasatura di calce idraulica naturale, rinforzata da una rete di fibra di vetro, come se si trattasse della finitura di un cappotto termico. Su questa superficie perfettamente asciutta, qualunque materiale potrà essere incollato a diretto contatto, pietra, ceramica o legno che siano.
Nel caso di un pavimento flottante, basterà anteporre un feltro anti-calpestio o un elemento di separazione tra isolante e pavimento, che sarà collocato in semplice appoggio. Pavimentazioni esterne o interne soggette al transito di carichi dinamici, come le ruote dei veicoli dei parcheggi, autosilos o box, possono essere isolate con lastre di vetro cellulare, basta che le solette soprastanti siano opportunamente armate.
La formazione di un pavimento sopraelevato invece, che comporta il posizionamento di una struttura metallica sollevata, prevede il posizionamento di un elemento ripartitore sotto ogni punto di appoggio, per il quale in genere si adotta una piastrella di ceramica o di gres, dove verrà collocato il piede regolabile in altezza con cui si procederà a realizzare il piano in elevazione.
La condizione rigida e indeformabile del vetro cellulare, una volta che è incollato alla parete o al pavimento, lascia la possibilità di essere rivestito con lastre lapidee o di ceramica, di gres, di legno o di altro materiale, senza rischi di fessurazioni, basta che il supporto di vetro cellulare sia preparato ad hoc con lo stesso sistema di rasatura adottato per il pavimento.
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