L’impermeabilità all’acqua e al vapore acqueo, insieme alla elevata resistenza a compressione su carichi uniformemente distribuiti, conferiscono al vetro cellulare la fondamentale caratteristica di poter essere un materiale isolante termico utilizzabile per la protezione delle fondazioni di un edificio dall’acqua presente nel terreno e, al contempo, un isolante termico.
Collocato sotto il piano fondale, a contatto con lo strato di pulizia (magrone), opportunamente incollato alla base e nelle fughe laterali tra le lastre, si crea una superficie stagna al passaggio dell’acqua di percolamento e di risalita capillare, garantendo una elevata resistenza al carico dell’edificio che su di esso grava col suo peso. Con una resistenza a compressione media minima di 0,65N/mm², con un’affidabilità del 95% pari a circa 6,6 kg/cm², il vetro cellulare si configura infatti come uno strato di sicurezza che esclude il rischio di un possibile cedimento, resistendo più dei valori medi del terreno.
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Progettare e costruire case green
Questo testo tecnico, aggiornato alla recente Direttiva EPBD (c.d. Case Green), fornisce informazioni su come si progetta e si costruisce una casa green, dalle fondazioni al tetto. L’opera è strutturata in capitoli, che fanno riferimento alle singole parti componenti costruttive dell’edificio, come le fondazioni, le pareti, il tetto, i solai, ecc.Gli elementi costruttivi e i materiali sono analizzati distinguendo le loro componenti bioedii e sostenibili, considerando che i due termini non sono sinonimi dello stesso concetto. Rappresenta il più recente e completo tentativo di sistematizzazione delle conoscenze, delle tecniche e dei materiali rappresentativi di un approccio “green” all’edilizia.Ma la bioedilizia non è semplicemente “l’arte del costruire secondo natura”. Come evidenzia l’Autore: La casa green, come ogni altra forma costruttiva, è basata su mediazioni, ovvero sull’accettazione anche di quei materiali e quelle tecnologie non propriamente derivati dalla natura, ma che costituiscono una conditio sine qua non, perché non hanno una valida alternativa “naturale” e quindi sono indispensabili al raggiungimento di uno scopo preciso.Operare green o in bioedilizia non vuol dire quindi rifiutare ed escludere a priori i materiali di sintesi, ad esempio, ma, al contrario, ottimizzarne l’uso.L’opera, quindi, per la sua completezza, il rigore scientifico e la trattazione mai astratta, guida il lettore in un appassionante percorso tecnico ed etico per imparare a progettare e costruire case sostenibili, green ed ecologiche.Roberto Sacchiarchitetto libero professionista, titolare dello studio Cultura&Ambiente, consulente CasaClima ed esperto in ecologia dell’architettura, con esperienza ultratrentennale nello studio dei materiali e degli isolanti in edilizia. Co-fondatore dell’INDEP (Istituto Nazionale di Diagnostica e Patologia Edilizia), dal 2005 svolge attività di docenza al Master Polis Maker del Politecnico di Milano.
Roberto Sacchi | Maggioli Editore 2024
Il vetro cellulare come barriera al gas radon
Per questa particolarità, con l’incollaggio delle lastre in totale aderenza perfettamente stagne al passaggio dell’acqua, diventa un sistema di protezione anche contro il rischio di ingresso del gas Radon, soprattutto nel caso di fondazioni a platea, dove il posizionamento del vetro cellulare è bene che sia collocato anche in risalita sul bordo della fondazione, fino alla base del cappotto termico esterno, costituendo così una vasca protettiva di tutto il piano di fondazione.
Nel caso di un suo impiego come barriera contro il gas Radon, non basta quindi che si esegua una posa con le sole lastre accostate, ma occorre che tutti i pannelli siano perfettamente resi stagni, incollandoli tra loro con l’apposito adesivo impermeabile. Il posizionamento sotto fondazione è bene che sia impostato sul piano del magrone e non, come alcuni affermano, su una superficie di ripartizione di uno strato di ghiaietto a pezzatura sottile staggiato per il livellamento.
L’importanza di un piano di posa regolare
Per propria caratteristica il vetro cellulare è in materiale resistente ad alti carichi distribuiti, ma è anche un materiale fragile, soprattutto ai carichi concentrati; pertanto, la fuoriuscita di un sasso, o di un qualunque elemento che ecceda rispetto al piano fondale di base, può costituire un ostacolo all’appoggio delle lastre e determinarne la rottura, seppur parziale, nel punto di contatto, se questa viene sottoposta ad una qualunque pressione esterna.
Allo stesso modo un improvviso dislivello, anche solo di pochi millimetri sul piano di appoggio, può spezzare letteralmente il pannello in quel punto. Per evitare questi rischi, si suggerisce pertanto di realizzare lo strato di pulizia (magrone) utilizzando un maggiore dosaggio di cemento, in modo da limitare le fuoriuscite degli inerti e garantire un’ottima superficie di appoggio dei pannelli, perfettamente liscia e stabile.
Quando il vetro cellulare sostituisce il vespaio aerato
A rigor di logica, dunque, considerando queste caratteristiche di isolamento del piano fondale, le lastre di vetro cellulare possono a tutti gli effetti sostituirsi, come sistema, al vespaio aerato, anche nel caso in cui le lastre vengano applicate al di sopra delle fondazioni, come ad esempio sul pavimento esistente del primo impalcato, a contatto con il terreno, in occasione di una ristrutturazione edilizia. Non è necessario, infatti, realizzare un sistema di aerazione per contrastare la presenza di umidità proveniente dal terreno, quando esiste un materiale isolante termico e impermeabile al contempo, che costituisce una barriera all’umidità e consente di mantenere “i piedi caldi” all’abitante del piano terreno.
Nel caso specifico di questa applicazione, il vetro cellulare adottato come sistema – che comprende le sole lastre incollate tra di loro – risulta essere indubbiamente la soluzione più economica, sicura ed economicamente più vantaggiosa rispetto al vespaio aerato. Basta considerare che un solo materiale, diventando sistema costruttivo, si sostituisce agli elementi aeranti, rappresentati dagli odierni cupolini di plastica riciclata, al cemento e alla rete metallica strutturale, alla stratigrafia impermeabile e al telo anti gas Radon, oltre che alle bocche di aerazione con le loro griglie protettive.
Se si considerano poi i ridotti tempi di esecuzione delle opere e l’assenza di rischi connessi a possibili errate interazioni tra le varie lavorazioni del vespaio aerato è facile comprendere il grande vantaggio che riveste il sistema vetro cellulare.
Oltre il costo iniziale: il valore della durabilità
Come già accennato in precedenza, il vetro cellulare è spesso reputato un materiale non economico e, per questo motivo, facilmente non viene considerato impiegabile come materiale isolante, preferendo altri materiali alternativi, anche se, talvolta di minor qualità o di scarsa durabilità. È il caso ad esempio del polistirene espanso estruso ad alta densità, che viene adottato al posto del vetro cellulare per la coibentazione del piano di fondazione, in virtù di un presunto potere impermeabile, ad un costo inferiore.
Esistono infatti pannelli di XPS, prodotti in un unico strato, rivestiti su entrambe le facce e battentati, che hanno dichiarate alte caratteristiche tecniche di resistenza alla compressione (tipo da 700 a 230 kPa), con un basso assorbimento di acqua. In realtà l’esperienza recente ci ha insegnato che alcuni prodotti di analoga consistenza, come l’XPS, soffrono della perdita della caratteristica impermeabile nel tempo, al punto tale che – come cita Silvia Piardi e altri nel suo testo “Costruire edifici sani. Guida alla scelta dei prodotti” (di Silvia Elvira Maria Piardi, Paolo Carena, Ilaria Oberti e Andrea Ratti, Maggioli editore 1996) – “si può dire che l’impermeabilità delle celle espanse è inversamente proporzionale all’invecchiamento del prodotto”. Situazione questa che porta il prodotto finito, a contatto diretto con la nuda terra, ad essere costantemente sollecitato dalla presenza dell’acqua ivi presente e che rischia, nel tempo, di introdursi nella struttura, limitando potenzialmente le resistenze.
Discorso diverso invece per le lastre di vetro cellulare, costituite di pannelli rigidi di minerale espanso, completamente impermeabile all’acqua, anche in totale immersione, che in tale condizione non solo non perdono il proprio potere termico, ma mantengono impermeabilità e resistenza ai carichi per sempre. Se chi opera in edilizia conoscesse meglio le caratteristiche fisico-meccaniche dei materiali e non solo le economie, probabilmente sposterebbe l’attenzione verso quei prodotti ritenuti innovativi, come appunto il vetro cellulare, osservando che ad un certo costo corrisponde anche una certa qualità, durabilità, affidabilità, sicurezza e assenza di rischio, ivi compresa l’assenza di manutenzione nel tempo.
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