Nuovo Ecobonus al 65% o potenziamento del Conto Termico con ampliamento ai privati della possibilità di avere il contributo per l’installazione dei pannelli solari abbinati alle pompe di calore? Il governo sta mettendo a punto in questi giorni la manovra di Bilancio per il 2027 e tutte le ipotesi sono ancora sul tavolo.
In ogni caso l’intervento a sostegno dell’efficientamento energetico sarà legato ai paletti stringenti di Bruxelles: sarà infatti possibile finanziare la misura con l’extradeficit concesso solo per i piani ad alto impatto tecnologico e le riqualificazioni con risparmi misurabili almeno del 30%. Le indicazioni nello stesso documento UE che indica per le varie categorie, imprese e famiglie, quali interventi sono ammessi.
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Conto Termico 3.0 e Regole applicative GSE
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Sì al solare con aliquota maggiorata, no ai soli infissi
Il perimetro tracciato dalle direttive europee punta dritto a una riconfigurazione delle priorità nazionali. La grande novità è rappresentata dall’apertura strutturale verso l’energia solare e i sistemi residenziali di accumulo, storicamente gestiti all’interno del Bonus Casa e rimasti ai margini delle vecchie formule dell’Ecobonus ordinario.
L’inclusione dei pannelli risponde alla necessità comunitaria di favorire l’autoproduzione energetica, riducendo drasticamente e in tempi brevi la dipendenza dai combustibili fossili. Agevolati espressamente anche i sistemi di accumulo, oltre che ovviamente gli impianti a pompa di calore in quanto tali.
La detrazione maggiorata, o l’incentivo comunque riconosciuto, invece, non potrà premiare i micro-interventi isolati: per accedere al 65% i requisiti si faranno stretti, le prestazioni dovranno essere misurabili e non sarà più sufficiente, ad esempio, sostituire i soli infissi.
Nuovi paletti per le ristrutturazioni medie e profonde
Il vero cambio di passo riguarda infatti la definizione stessa degli interventi sull’involucro edilizio. Le regole europee impongono paletti precisi legati al reale efficientamento dell’immobile, introducendo parametri chiari ai fini delle agevolazioni maggiorate:
- Ristrutturazione media: un intervento edilizio che comporta un risparmio dimostrabile di energia primaria di almeno il 30%.
- Ristrutturazione profonda: un intervento strutturale che trasforma l’edificio o l’unità immobiliare in un edificio a energia quasi zero (NZEB).
Chi non raggiungerà questi target resterà nell’ambito del Bonus Casa (o Bonus Ristrutturazione).
Le detrazioni da qui al 2027, come cambiano le aliquote
Peraltro il lavoro dei tecnici si inserisce in un quadro normativo che vede i bonus casa viaggiare verso un forte ridimensionamento. In assenza di modifiche correttive nella prossima manovra, le aliquote base (attualmente fissate al 50% per la prima casa e al 36% per gli altri immobili di qui a fine 2026) subiranno un netto taglio a partire dal 2027, crollando rispettivamente al 36% per l’abitazione principale e al 30% per le seconde case.
In questo quadro il Governo dovrà stabilire se applicare il nuovo Ecobonus 65% in modo generalizzato – così da spingere al massimo la transizione delle installazioni solari – oppure se mantenere una corsia preferenziale legata solo alle prime case.
L’ipotesi Conto Termico
Ma sul tavolo c’è anche un possibile piano B. Negli stessi documenti economici, infatti, da tempo viene sottolineata la validità di un radicale cambio di paradigma da detrazione fiscale a contributo immediato, con il meccanismo previsto dal Conto Termico. La revisione della strategia offrirebbe un vantaggio notevole, garantendo la fattibilità degli interventi anche alle famiglie a basso reddito e ai soggetti incapienti, finora tagliati fuori dai meccanismi di compensazione IRPEF.
Sul fronte della monetizzazione, inoltre, il meccanismo del Conto Termico attuale mantiene la formula dello sconto in fattura tramite il cosiddetto mandato all’incasso, dato che consente alle imprese di anticipare il contributo e incassare l’incentivo direttamente dal GSE, mentre il privato paga solo la quota residua. Il che ovviamente potrebbe stringere ulteriormente i tempi per la realizzazione degli interventi, oltre che renderli meno gravosi.
Per le imprese anche prestiti agevolati
Anche per quanto riguarda il sostegno agli interventi delle imprese – l’Ecobonus è riconosciuto anche per le partite IVA – le regole UE privilegiano gli interventi di forte impatto, ma in questo caso si punta esplicitamente anche al sostegno finanziario. Non c’è traccia di ulteriori interventi a favore degli impianti FER, in questo caso, ma l’allegato europeo mappa interventi strutturali precisi che beneficiano di corsie preferenziali per i finanziamenti e crediti d’imposta dedicati:
- elettrificazione dei processi termici industriali;
- installazione di impianti per intercettare la CO2 direttamente dalle emissioni dei camini industriali;
- efficienza dei motori e dei sistemi di pompaggio: la sostituzione massiva di inverter, compressori e motori industriali con controparti a zero emissioni o ad altissima efficienza per abbattere la domanda energetica di stabilimento.
Per il capitolo edilizio si conferma l’intervento mirato alle ristrutturazioni a forte impatto.
Interventi ammessi agli incentivi secondo le indicazioni UE: tabella di riepilogo
Ecco una sintesi degli interventi ammessi per le categorie Famiglie e Imprese:
|
Gruppo di destinatari |
Tipo di misure e interventi ammessi dalle linee guida Ue |
|---|---|
|
Famiglie |
• Sovvenzioni per l’energia geotermica e solare. |
|
Imprese |
• Incentivi fiscali per infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. |
Leggi e scarica qui sotto la Comunicazione della Commissione Europea C/2026/4514 “Orientamenti per gli Stati membri sull’ampliamento della clausola di salvaguardia nazionale perla sicurezza energetica“:
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