Nel mercato dei materiali isolanti esistono prodotti che, pur differenziandosi per consistenza e provenienza, mantengono caratteristiche analoghe rispetto, ad esempio, al potere isolante termico nella stagione invernale e (non per tutti) nella stagione estiva, così come per l’isolamento acustico. Possono essere isolanti di origine naturale vegetali, animali e minerali, oppure sintetici, prodotti dalla lavorazione petrol-chimica o anche i cosiddetti complessi, che si presentano con l’aggregazione di elementi di varia natura.
Il vetro cellulare, che appartiene alla categoria dei materiali isolanti termici naturali di origine minerale, possiede invece delle caratteristiche uniche rispetto a tutti gli altri. Basta citare ad esempio il suo potere impermeabile, determinato da una superficie minerale che cela nel suo volume interno miliardi di vuoti d’aria stagna che ne fanno un materiale dalla superficie scabra e non porosa. Per questa caratteristica particolare, unita all’affidabilità della resistenza a compressione, gli impieghi che possono assolvere le lastre di vetro cellulare sono molteplici.
>> Vorresti ricevere articoli come questo? Clicca qui, è gratis
Suggeriamo:
Progettare e costruire case green
Questo testo tecnico, aggiornato alla recente Direttiva EPBD (c.d. Case Green), fornisce informazioni su come si progetta e si costruisce una casa green, dalle fondazioni al tetto. L’opera è strutturata in capitoli, che fanno riferimento alle singole parti componenti costruttive dell’edificio, come le fondazioni, le pareti, il tetto, i solai, ecc.Gli elementi costruttivi e i materiali sono analizzati distinguendo le loro componenti bioedii e sostenibili, considerando che i due termini non sono sinonimi dello stesso concetto. Rappresenta il più recente e completo tentativo di sistematizzazione delle conoscenze, delle tecniche e dei materiali rappresentativi di un approccio “green” all’edilizia.Ma la bioedilizia non è semplicemente “l’arte del costruire secondo natura”. Come evidenzia l’Autore: La casa green, come ogni altra forma costruttiva, è basata su mediazioni, ovvero sull’accettazione anche di quei materiali e quelle tecnologie non propriamente derivati dalla natura, ma che costituiscono una conditio sine qua non, perché non hanno una valida alternativa “naturale” e quindi sono indispensabili al raggiungimento di uno scopo preciso.Operare green o in bioedilizia non vuol dire quindi rifiutare ed escludere a priori i materiali di sintesi, ad esempio, ma, al contrario, ottimizzarne l’uso.L’opera, quindi, per la sua completezza, il rigore scientifico e la trattazione mai astratta, guida il lettore in un appassionante percorso tecnico ed etico per imparare a progettare e costruire case sostenibili, green ed ecologiche.Roberto Sacchiarchitetto libero professionista, titolare dello studio Cultura&Ambiente, consulente CasaClima ed esperto in ecologia dell’architettura, con esperienza ultratrentennale nello studio dei materiali e degli isolanti in edilizia. Co-fondatore dell’INDEP (Istituto Nazionale di Diagnostica e Patologia Edilizia), dal 2005 svolge attività di docenza al Master Polis Maker del Politecnico di Milano.
Roberto Sacchi | Maggioli Editore 2024
Isolare e impermeabilizzare le coperture piane
L’esempio più eclatante è l’isolamento termo-igrometrico del tetto, soprattutto nel caso di una copertura piana. Considerata la sua natura di materiale isolante impermeabile, in sinergia con una guaina di impermeabilizzante bituminosa, meglio se applicata con bitume steso a caldo, sostituisce gli imperfetti sistemi di coibentazione e di impermeabilizzazione delle coperture, soprattutto in situazioni di tetto piano, garantendo impermeabilità dall’acqua meteorica nel tempo, anche nel caso di una rottura del manto impermeabilizzante superficiale applicato.
Nelle opere pubbliche di diversi Paesi esteri del Nord Europa, questo tipo di applicazione è molto comune ed è entrata nei capitolati d’appalto prescrittivi come una soluzione indispensabile per garantire coibenza termica, insieme ad impermeabilità e durabilità del sistema. Grazie all’estrema lavorabilità della schiuma di vetro compatta si possono effettuare tagli, anche complessi, delle lastre, così come carotaggi perfetti per inserire, ad esempio, le pilette di scarico delle acque meteoriche, garantendo la continuità del sistema isolante, grazie alla sigillatura nelle forature effettuata con la stesura del bitume.
La posa delle lastre e della guaina impermeabilizzante
L’applicazione sinergica della guaina di impermeabilizzazione sulle lastre, col metodo del bitume prodotto in caldaia e steso caldo, realizza una perfetta sinergia tra i due componenti, determinando un elemento compatto resistente al tempo. Infatti, qualora avvengano danneggiamenti accidentali o dovuti a cause meteoriche, come ad esempio le grandinate violente e impattanti – sempre più frequenti a causa del cambiamento climatico – e in cui avvenga il danneggiamento dello strato bituminoso superficiale, la foratura della guaina non determina alcun rischio di ingresso d’acqua, bloccata dalle sottostanti lastre impermeabili e isolanti in vetro cellulare.
A posa avvenuta delle lastre, con la sigillatura delle connessure e l’incollaggio al solaio, il primo strato del manto impermeabile viene steso mediante srotolamento direttamente sulla superficie delle lastre a vista, previa stesura del bitume caldo. Il secondo strato verrà poi fiammato direttamente sul primo, a raffreddamento avvenuto del bitume liquido.
Considerando che le coperture vanno isolate non soltanto in piano, ma anche sui risvolti laterali e sulla superficie dei camini e di eventuali volumi rialzati, per interrompere o limitare il ponte termico, la posa delle lastre avverrà con incollaggio tramite l’apposito adesivo, composto da bitume stabilizzato a freddo e cemento Portland, estremamente tenace e resistente al tempo.
Pannelli preassemblati e pendenze su misura
Esiste poi in commercio un tipo di pannello preassemblato, di più ampia dimensione, rivestito di un velo vetro su un lato e di una membrana superficiale termo-fusibile, aderente ad un film di puro bitume. Questo prodotto, al momento unico nel suo genere, consente la diretta adesione di una guaina bituminosa che si può fiammare sullo strato bituminoso a vista, quello coperto dal telo termofusibile, che scioglierà all’azione del calore del cannello, facendo aderire la guaina direttamente all’isolante senza bisogno di un ulteriore incollaggio.
La versatilità offerta da questo materiale particolare, tramite la creazione di pannelli preformati con pendenza integrata, consente altresì di poter realizzare strati di pendenza su superfici perfettamente piane, agevolando lo smaltimento dell’acqua meteorica. In questo caso specifico i pannelli preformati, con integrata una pendenza dall’1 al 5 %, vengono forniti con una lavorazione personalizzata al contesto specifico, su progetto. Occorrerà pertanto fornire al produttore l’esatto rilievo della copertura, con il posizionamento degli scarichi e delle pendenze per far produrre la copertura composta da singole lastre numerate
Il limite da considerare: l’isolamento estivo
L’unico elemento che si può ritenere negativo del vetro cellulare, rispetto ai molteplici vantaggi tecnici già elencati, è lo scarso potere isolante estivo, dovuto principalmente ad una massa limitata e ad un basso calore specifico (900 j/kgK), due elementi importati da considerare per il calcolo del tempo di sfasamento dell’onda termica solare nel periodo estivo, ovvero del tempo che impiega il calore estivo incidente sulla superficie esterna a penetrare nei locali interni.
In questo caso è necessario creare stratigrafie dove siano presenti masse consistenti aggregare al vetro cellulare per contrastare l’azione del calore estivo.
>> Se vuoi ricevere notizie come questa direttamente sul tuo smartphone iscriviti al nostro nuovo canale Telegram!


