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9 Ottobre 2026

Architectural Prompting: editing chirurgico in Gemini, come guidare l’AI disegnando direttamente sull’immagine

Bentornati nella nostra rubrica! Nella scorsa edizione abbiamo esplorato il potenziale del Multi-Image Blend, vedendo come fondere i volumi di uno spazio caldo in noce con l’estetica scultorea e riflettente dell’acciaio inossidabile martellato. Il risultato è stato entusiasmante, ma come spesso accade quando si progetta, un render non è mai davvero “finito” al primo colpo: subentrano subito riflessioni sulla composizione, sull’equilibrio dei vuoti e dei pieni o sulla simmetria di una parete.

I modelli attuali continuano a fare passi da gigante in termini di comprensione e fedeltà visiva. Eppure, chiunque utilizzi questi strumenti nella quotidianità di studio conosce bene la tipica “frizione verbale”: spendere minuti preziosi a descrivere con lunghi paragrafi di testo dove intervenire (ad esempio: “crea un’altra nicchia a sinistra del forno, proprio dietro al miscelatore dell’isola, della stessa larghezza del modulo pensile…”), con il rischio concreto che l’AI fraintenda le coordinate e alteri il resto della scena.

Oggi voglio mostrarvi come risolvere questo collo di bottiglia con una funzione integrata tanto semplice quanto rivoluzionaria: lo strumento di disegno (“Schizzo”) direttamente nell’interfaccia di caricamento di Gemini.

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Il libro parte da una domanda essenziale per ogni professionista: quali operazioni ha senso affidare all’AI, in quale fase del processo e con quale controllo sull’output? Da questa prospettiva, l’intelligenza artificiale non viene presentata come una scorciatoia tecnica, ma come un tema di metodo, da governare all’interno del progetto.
Vantaggi chiave Metodo a prova di obsolescenza, organizzato su tre scale: metodo, pratiche e strategia.
Applicazioni concrete per immagini, narrazioni visive, alternative spaziali, testi tecnici e analisi normativa.
Esercizi guidati per generare immagini, esplorare varianti volumetriche, scrivere documenti tecnici e interrogare la normativa.
Focus sugli agenti AI e sull’automazione di operazioni ricorrenti, con attenzione a limiti, responsabilità e controllo del progettista.
Casi studio di MVRDV, Studio Tim Fu, Lombardini22 e Settanta7, con esperienze reali di integrazione dell’AI nella pratica professionale.
Strategie per organizzare archivi visivi, gestire dati sensibili e ridistribuire competenze interne in modo sostenibile.
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Luciana Mastrolia è architetta e dottoressa di ricerca presso il Politecnico di Torino, dove svolge ricerca e docenza sui processi di trasformazione digitale degli studi professionali. Affianca professionisti e organizzazioni come consulente per l’introduzione dell’AI nei flussi di lavoro e svolge in parallelo attività di progettazione.
Federica Joe Gardella è architetta e dottoressa di ricerca in Architettura presso il Politecnico di Torino. La sua attività di ricerca e didattica si concentra sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nella progettazione architettonica, con particolare attenzione agli strumenti generativi, ai processi progettuali aumentati e alle trasformazioni della pratica professionale.

 

Luciana Mastrolia, Federica Joe Gardella | Maggioli Editore

Oltre il prompt testuale: il codice visivo a due colori

Invece di affidarci a descrizioni chilometriche o passare da software esterni per creare maschere complesse, possiamo sfruttare la vera multimodalità nativa del modello dialogando con lui come faremmo con un collaboratore al tavolo da disegno: con due tratti di penna.

Il metodo più rapido ed efficace è stabilire una convenzione visiva immediata:

  • Rosso per la sorgente: il dettaglio o il volume architettonico da cui campionare texture e profondità.
  • Verde per la destinazione: l’area esatta in cui vogliamo replicare l’elemento.

In questo modo, la dimensione, l’allineamento con le fughe delle ante e la scala prospettica vengono definiti a colpo d’occhio dal nostro segno grafico, lasciando al testo solo il compito di formalizzare l’azione.

Il caso studio: riequilibrare la parete di fondo

Architectural Prompting: editing chirurgico in Gemini, come guidare l'AI disegnando direttamente sull'immagine DigitalAlchemyStudo Img01

Prendiamo come punto di partenza il render della cucina contemporanea in acciaio generato nella scorsa uscita. Guardando la parete retrostante, la nicchia bar con macchina del caffè a destra crea un punto focale molto forte; per dare respiro e bilanciare la composizione architettonica, vogliamo inserire una seconda nicchia gemella nella campata di sinistra.

Ecco gli elementi del nostro flusso di lavoro:

L’immagine annotata (upload con Schizzo)

Carichiamo il render della scorsa uscita all’interno di Gemini e, utilizzando lo strumento Schizzo integrato – basterà cliccare sull’immagine una volta caricata – tracciamo direttamente due riquadri:

  • Riquadro Rosso: circonda la nicchia esistente in acciaio martellato (l’elemento sorgente).
  • Riquadro Verde: definisce l’esatta colonna e le proporzioni della parete in cui desideriamo collocare la nuova nicchia (l’elemento destinazione), proprio alle spalle del lavello.
  • Una semplice freccia rossa indica visivamente il passaggio da destra verso sinistra.

Architectural Prompting: editing chirurgico in Gemini, come guidare l'AI disegnando direttamente sull'immagine DigitalAlchemyStudo Img02

Il prompt di controllo

Insieme all’ancoraggio visivo basterà aggiungere a supporto una più snella istruzione per ottenere il risultato di cui abbiamo bisogno:

“Guarda l’immagine allegata: nell’area delimitata dal riquadro verde crea una nicchia speculare, replicando esattamente la profondità architettonica e la texture metallica martellata della nicchia evidenziata in rosso. Mantieni coerenti la prospettiva, la fuga delle ante e l’illuminazione complessiva per bilanciare la composizione. Rimuovi tutti i segni grafici (verde e rosso) dal risultato finale.”

Il risultato

Architectural Prompting: editing chirurgico in Gemini, come guidare l'AI disegnando direttamente sull'immagine DigitalAlchemyStudo Img03

La risposta dello strumento è sorprendente per pulizia e aderenza spaziale. Gemini non solo interpreta il riquadro verde come un vincolo geometrico, ma comprenderà la gerarchia dei piani prospettici: la nuova nicchia viene incassata correttamente dietro al rubinetto dell’isola, preservando intatta la silhouette del miscelatore in primo piano e i riflessi sul piano orizzontale.

I tratti colorati svaniscono completamente dall’immagine finale, lasciando una composizione architettonica perfettamente bilanciata, generata in una frazione del tempo che avrebbe richiesto un prompt puramente descrittivo.

Architectural Prompting: editing chirurgico in Gemini, come guidare l'AI disegnando direttamente sull'immagine DigitalAlchemyStudo Img04

In conclusione

Nel visual design e nell’architettura, la vera efficienza non sta nello sforzarsi di scrivere prompt sempre più complessi, ma nella rapidità con cui riusciamo a trasferire un’intenzione progettuale alla macchina.

Poter “scarabocchiare” direttamente sull’immagine prima dell’invio colma finalmente il divario tra intenzione visiva e output generativo. Trasforma l’editing conversazionale da un gioco a tentativi a uno strumento di precisione chirurgica, perfettamente integrato nei ritmi frenetici della revisione di progetto.

Come sempre, continueremo a testare e spingere questi flussi al limite per condividere con voi le soluzioni più pratiche e funzionali alla professione. Alla prossima uscita e alle prossime visualizzazioni!

La rubrica settimanale “Architectural Prompting” è a cura degli esperti Luciana Mastrolia, Giovanna Panucci e Andrea Tinazzo
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Fonte: EdilTecnico

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