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2 Ottobre 2026

730 integrativo: come recuperare Bonus Casa e altre spese dimenticate

Modello 730 inviato e dopo i controlli dell’ultima ora ci si accorge di aver dimenticato delle spese. È ancora possibile rimediare anche se la scadenza del 30 settembre è già passata. C’è tempo, infatti, fino al 26 ottobre per presentare un 730 integrativo e salvare i rimborsi.

Particolare attenzione da parte di chi ha fatto lavori sulla casa che danno diritto al bonus nel 2025, perché i dati il primo anno non sono inseriti direttamente nella precompilata. Lo stesso per chi ha diritto al Bonus Mobili, per il quale le spese vanno inserite a mano. Chi è in affitto, poi, deve verificare se ha diritto al bonus e anche in questo caso aggiungerlo direttamente.

Obbligatorio però passare dal CAF per presentare il modello. Il modello integrativo può essere presentato anche da chi ha inviato un 730 senza sostituto d’imposta.

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Rendite catastali e bonus edilizi: come mettersi in regola

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Quando si può presentare e i casi ammessi

Il 730 integrativo può essere utilizzato esclusivamente se l’errore commesso nel modello ordinario ha comportato un danno economico. La norma individua tre casistiche ben precise in cui è ammesso il ricorso all’integrativo:

  • maggior credito d’imposta: quando non sono state indicate spese detraibili e si ha quindi diritto a un rimborso più alto;
  • minor debito: quando l’omissione di un dato o l’errata indicazione di un reddito ha portato a pagare più tasse del dovuto a giugno;
  • modifica del sostituto d’imposta: se il modello ordinario è stato inviato indicando un datore di lavoro errato o non più attivo per effettuare le operazioni di conguaglio.

La regola fondamentale stabilita dall’amministrazione finanziaria vieta invece l’uso del 730 integrativo se l’errore ha causato un debito. Chi deve versare somme aggiuntive è obbligato a presentare il Modello Redditi Persone Fisiche pagando autonomamente tramite F24.

Focus Bonus Casa, il primo anno niente dati nella precompilata

Il comparto delle ristrutturazioni edilizie e dell’efficientamento energetico è quello che registra il maggior numero di correzioni autunnali.

Il motivo principale di questa dimenticanza è il fatto che, quando si inizia a portare in detrazione una spesa edile per la prima volta, il Fisco non inserisce in automatico le cifre all’interno del quadro delle spese. I dati dei bonifici parlanti inviati dalle banche vengono semplicemente elencati nei fogli informativi allegati alla dichiarazione.

Il motivo è legato al fatto che è possibile suddividere la detrazione tra più soggetti che hanno sostenuto la spesa (comproprietari o familiari), decidendo fino all’ultimo momento come regolarsi. È sufficiente, infatti, annotare sulla fattura la quota sostenuta a prescindere dalla quota di proprietà dell’immobile. Poiché si tratta di una libera scelta, l’Agenzia delle entrate il primo anno non inserisce nulla nella precompilata.

Attenzione anche al Bonus Mobili: in questo caso, infatti, non c’è obbligo di pagare con il bonifico parlante, per cui le Entrate non hanno i dati disponibili e non compilano la dichiarazione.

Negli anni successivi, invece, la macchina dell’anagrafe tributaria riconosce la continuità del bonus e inserisce le rate restanti in automatico.

Altre spese non indicate

Altre spese che spesso “saltano” dal 730 sono quelle che danno diritto ai bonus sull’affitto. Per l’affitto dell’abitazione principale spetta infatti un bonus legato al contratto per chi ha redditi entro i 31.000 euro, ma ovviamente vanno indicati i dati a mano.

Lo stesso per la detrazione per gli affitti dei fuori sede.

Quando arrivano i rimborsi

Il 730 Integrativo permette di inserire i dati necessari saltati in prima battuta e non perdere quindi il diritto alla detrazione. Dal punto di vista procedurale, la modifica non può essere effettuata in autonomia dal contribuente tramite il portale web della precompilata. È obbligatorio rivolgersi a un CAF o a un professionista abilitato (commercialista o consulente del lavoro), anche se la dichiarazione precedente era stata inviata da soli. L’intermediario ha il dovere di verificare tutta la documentazione tecnica e le fatture prima di trasmettere il modello corretto.

Quanto ai rimborsi, l’attesa è sempre di due mesi, per cui per i modelli integrativi il conguaglio arriverà sulla busta paga di dicembre (a gennaio sule pensioni). Nel caso di contribuenti senza sostituto d’imposta, il rimborso verrà erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate sul conto corrente bancario, ma i tempi in questo scenario si allungano fino alla primavera successiva.

Se invece il credito supera i 4.000 euro l’Agenzia delle Entrate ha l’obbligo di verificare la conformità dei documenti, controllando i bonifici parlanti, le fatture delle ditte e le asseverazioni dei tecnici. In questo scenario, il rimborso verrà sbloccato ed erogato direttamente dall’amministrazione finanziaria sul conto corrente, facendo slittare i tempi di incasso fino a sei mesi dalla scadenza di ottobre.

Tabella di riepilogo

Tipo di Errore Rilevato

Strumento da Utilizzare

Scadenza Invio

Canale di Trasmissione

Tempistica del Rimborso

Spese dimenticate (Maggior credito o minor debito)

730 Integrativo (Codice 1)

26 ottobre 2026

Solo tramite CAF o Professionista abilitato

Busta paga di dicembre o pensione di gennaio.

Sostituto d’imposta errato o mancante (Dati immutati)

730 Integrativo (Codice 2 o 3)

26 ottobre 2026

Solo tramite CAF o Professionista abilitato

Segue i flussi ordinari del nuovo sostituto.

Redditi omessi o dimenticati (Nuovo debito per il contribuente)

Modello Redditi PF

30 novembre 2026

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Fonte: EdilTecnico

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